Ente
Ditta C. Rubiati
- Storia istituzionale
- Carlo Rubiati, di origini casalesi, era l'unico figlio di Giovanni, maestro di scherma (nel 1903 inaugurò una scuola di scherma presso la Società Sportiva "Pietro Micca"). Nato nel 1883, nel 1910 aveva sposato Annita Coda, figlia dell'imprenditore tessile cotoniero Felice Coda.
Giovane ragioniere ("viaggiatore di commercio"), Carlo Rubiati fu dapprima collaboratore poi rappresentante legale mandatario d'affari di Carlo Trossi (1911).
La ditta "Rubiati e C." (commercio tessile in generale) fu costituita nel 1913 in società con Carlo Werner Rieder con sede in via XX Settembre 41. Già in quell'anno risultava creditrice del Lanificio Lora di Quarona in dissesto per più di 33 mila lire.
Nel 1924, Carlo Rubiati fu insignito del titolo di Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia, quale "animatore e fondatore di numerose Industrie e Case Commerciali in Torino, in Vercelli, in Asti, cittadino e patriota munifico, benefico,
nobilissimo per sentimenti e per tede patriottica, vanno in questi giorni le felicitazioni e gli auguri di tutti i concittadini e di tatti gli amici che ammirauo ed apprezzano la multiforme e geniale opera sua. L’alta Onorificenza premia veramente tutta una vita di forte volontà, di costanza, di diuturno infaticato lavoro" (da "La Tribuna Biellese" del 20 agosto 1924).
Nel 1929, Carlo Rubiati è indicato come consigliere e consigliere delegato di quattro società tra Asti, Napoli, Torino e Vercelli.
Da "Il Popolo Biellese" del 16 aprile 1931: "Con atto del 18 febbraio corrente anno [1931 n.d.a.], rogato Germano, i signori Rubiati comm. Carlo fu Giovanni, di Torino, e Rieder Carlo Werner di Federico, residente a Biella, hanno sciolta questa società in nome collettivo tra toro esistente per la compra-vendita per conto terzi di materie tessili. A liquidatore venne nominato il dott. prof. Giuseppe Pella con tutti i poteri di legge". L'attività della ditta, però, continua malgrado la separazione tra i soci.
Potrebbe aver avuto un marginale ruolo politico nell'ambito della successione a Benito Mussolini dopo la caduta del Fascismo il 25 luglio 1943.
Risulta già deceduto nel 1949.